Approvato il IV Conto Energia: le aziende annunciano ricorsi

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Firmato dai Ministri Romani e Prestigiacomo il decreto sul IV Conto Energia, in occasione del Consiglio dei Ministri di ieri, 5 maggio. Il provvedimento era atteso da settimane dagli operatori del settore ed è giunto in ritardo rispetto ai termini stabiliti (30 aprile 2011) anche in ragione di un lungo e conflittuale confronto tra il ministro dello Sviluppo Economico e quello per l'Ambiente sulla questione del momento in cui si acquisisce il diritto all'incentivo.

In base all'accordo, gli incentivi del Quarto Conto Energia partiranno dal momento in cui i nuovi impianti fotovoltaici saranno allacciati alla rete elettrica, ma in caso di ritardi nella connessione sarà previsto un indennizzo ai proprietari degli impianti, tenendo conto delle indicazioni della recente delibera per l'Autorità per l'Energia e il Gas, Arg/elt 51/11.

Il testo, pubblicato sul sito del MSE prevede inoltre:

- un obiettivo nazionale di potenza installata di circa 23.000 MW al 2016

- uno stanziamento indicativo di 6-7 miliardi di euro all’anno per gli incentivi

- la creazione di un registro per i grandi impianti

- nessun tetto di spesa previsto per i ‘piccoli impianti’ (fino a 1 MW se installati su edifici e fino 200 kW se a terra) 

- premio di 5 €cent/kWh per impianti da realizzarsi in sostituzione di coperture di amianto

- premio del 10% per gli impianti che hanno un costo di investimento che sia per non meno del 60% riconducibile ad una produzione realizzata all'interno dell'UE

Quest'ultimo punto è frutto di  numerose sollecitazioni giunte ai ministri competenti, ed in particolare di quelle espresse dal neonato comitato IFI (Imprese Fotovoltaiche Italiane), che si è battuto nelle scorse settimane per l'adozione di una logica di investimento con un orizzonte certo e orientata ad incentivare lo sviluppo di processi industriali, di tecnologie e competenze.

In sintesi, il nuovo sistema di incentivazione, continuando a premiare i piccoli impianti e quelli integrati che hanno caratteristiche innovative, si ispira al modello tedesco che prevede tetti di spesa al raggiungimento dei quali viene rimodulata la tariffa nel periodo seguente a quello analizzato. Fino al 31 maggio, come previsto in precedenza, valgono le regole del Terzo Conto Energia, dal primo di giugno è previsto un calo graduale delle tariffe nel corso del 2011 che tocca punte del 20% a dicembre 2011. Per questo primo periodo le tariffe sono fissate di mese in mese con una forchetta che va dai 38,7 cent al kW/h di giugno ai 29,8 cent al kW/h di dicembre per i piccoli impianti tra 1 e 3 kW sugli edifici fino a scendere all'interno di una forchetta compresa tra i 23,1 cent kW/h a giugno e i 17,2 cent al kW/h a dicembre per i grandi impianti oltre i 5 MW non realizzati su edifici.

L'approvazione del decreto ha già suscitato molti malumori tra gli operatori secondo cui le nuove norme favorisono gli impianti già in esercizio, i piccoli comuni e le amministrazioni pubbliche, fissando numerose procedure burocratiche per le imprese che realizzano grandi impianti. Per accedere alle tariffe incentivanti, infatti, le grandi centrali solari dovranno iscriversi al registro per i grandi impianti dal 20 maggio al 30 giugno 2011. Il Gestore dei servizi energetici (GSE Spa) redigerà una graduatoria sulla base delle seguenti priorità:

1) impianti entrati in esercizio alla data di presentazione della richiesta di iscrizione

2) impianti per i quali sono stati terminati i lavori di realizzazione alla data di presentazione della richiesta di iscrizione
3) precedenza della data del pertinente titolo autorizzativo
4) minore potenza dell’impianto
5) precedenza della data della richiesta di iscrizione al registro
 
Entro sette mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria, al GSE dovrà pervenire la certificazione di fine lavori dell’impianto, pena la revoca degli incentivi. Questo termine è portato a nove mesi per gli impianti di potenza superiore a 1 MW.
 
Contro i contenuti del decreto si sono levate anche le voci delle associazioni, ad eccezione di GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) aderente ad ANIE di Confindustria che ha espresso grande soddisfazione per l'emanazione del IV Conto Energia, definendo l'approvazione del testo -alla cui redazione la stessa associazione ha dato un contributo- "un momento storico". Di diversa opinione, invece, Assosolare il cui segretario generale, Francesca Marchini, ha detto: "il Governo ci è venuto incontro con quello che possiamo definire un aperitivo, ma in realtà non ha cambiato la sostanza. Sono state anche ignorate alcune delle posizioni delle Regioni, ma soprattutto non sono stati ascoltati gli operatori del settore". Lo scontento della maggior parte delle aziende del settore è dimostrato dal fatto che già 150 di esse hanno annunciato, mediante l'associazione Sosrinnovabili.it, azioni legali collettive contro il provvedimento. I ricorsi saranno almeno due: il primo alla Corte di Giustizia Europea, “perché il Dlgs 28/2011 -così come sottolineato dal Commissario europeo all’energia Oettinger- non recepisce la direttiva europea sulle rinnovabili, ma anzi limita lo sviluppo delle energie dal sole”; il secondo -spiega l'associazione “sarà invece avviato nei confronti del TAR. E non è improbabile che si finisca davanti alla Corte costituzionale: perché il provvedimento danneggia le aziende che, pur avendo rispettato le norme di legge vigenti, avranno un diverso trattamento a livello di tariffe incentivanti”. In lista ci sarebbero ulteriori azioni risarcitorie: “un ricorso alla Corte dei Conti perché il decreto espone lo Stato al rischio di esborsi pesanti e, infine, una segnalazione all’Antitrust, perché il provvedimento falsa i termini della concorrenza, avvantaggiando i grandi gruppo oligopolistici”. 
 

Tali ricorsi annunciati si aggiungerebbero a quello già presentato da un gruppo di operatori stranieri (Photovoltaic Operators Investors - POI) che, tramite il famoso studio legale Bonelli Erede Pappalardo, ha intrapreso un procedimento giudiziale contro lo Stato italiano al quale è stato richiesto un risarcimento dei danni subiti per un valore stimato di 500 milioni di euro come solo danno emergente, senza contare il lucro cessante. Secondo gli investitori, il decreto legislativo 28/2011 del 3 marzo scorso è penalizzate per chi, facendo affidamento sul Terzo Conto Energia, ha intrapreso investimenti da realizzarsi entro il 2011 e il primo trimestre del 2012, sostenendo costi per oltre 500 milioni di euro. Per le aziende, in particolare, l’Italia ha disatteso il Trattato sulla Carta dell’Energia di Lisbona.

 

PS.

Per avere un'ampia visione dei commenti -favorevoli e contrari- al tema del bonus del 10% di incentivo ai prodotti made in Europe, segnaliamo un articolo pubblicato sul Sole24ore.it dal titolo Premio alla filiera italiana, e un articolo fortemente critico sullo stesso argomento pubblicato sul sito di informazione economica"ultraliberista" chicago-blog.it dal titolo "la petizione dei fabbricanti di pannelli", articolo che meriterebbe delle risposte puntuali per ristabilire una corretta valutazione dei dati e della prospettiva in cui collocarli. 

Stessa puntualizzazione meriterebbe un articolo apparso sul sito lavoce.info dal titolo "La follia del fotovoltaico", un duro e parziale attacco a tutto il settore. Ad entrambi gli autori si suggerisce la lettura dell'autorevole Solar Energy Report 2011 del Politecnico di Milano, dal titolo "Il sistema industriale italiano nel business dell'energia solare", disponibile in rete > www.energystrategy.it/template.php?pag=59038

 

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rendimentofv_iv_contoenergia.xls37 KB
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