


Egregi Professori, Dottori, Amici,
In questi giorni, come saprete, c’è un ampio dibattito sul recente decreto legislativo Romani in materia di energie rinnovabili, che intervenendo sul sistema di incentivi statali al fotovoltaico, per come è stato scritto e per i suoi contenuti, non dà certezze sul futuro al settore.
Questa mancanza di prospettive chiare ha di fatto bloccato il mercato e sta compromettendo la vita delle aziende dell’intero comparto ed in particolare di quelle (poche) che si occupano della produzione di componenti .
Il tema dell’energia è quanto mai attuale, anche in conseguenza degli avvenimenti geopolitici in Nord Africa e degli incidenti nucleari in Giappone. Credo sia di primaria importanza, quindi, oggi più che mai, avviare una programmazione ragionata e condivisa che garantisca un futuro di stabilità e sicurezza al Paese dal punto di vista energetico. Alla base di ogni tipo di programmazione va posto l’assunto che l’approvvigionamento energetico futuro probabilmente sarà garantito da una pluralità di fonti in cui il fotovoltaico (insieme alle altre rinnovabili), affiancherà, con pari dignità, le fonti più mature come i combustibili fossili e, forse, il nucleare.
L’aumento della percentuale di penetrazione del fotovoltaico dipenderà e sarà sostenuto solo dal suo futuro sviluppo tecnologico che ne permetterà, come sta già avvenendo, l’abbattimento dei costi e la conseguente convenienza economica. C’è bisogno di investimenti nella ricerca e di un’industria capace di metterne in pratica i risultati. La morte dell’industria Italiana del fotovoltaico priverebbe questo processo di uno dei due attori principali,riducendo le prospettive di applicazione e di sviluppo del Vostro apprezzato lavoro e delle Vostre conoscenze.
Ho la convinzione che la politica non si renda conto dell’invidiabile patrimonio culturale e di competenze presente nei nostri centri di ricerca istituzionali e nelle nostre università, e di come esso, messo nelle condizioni opportune, potrebbe agire da volano per la crescita economica del nostro Paese in un settore di punta, come il fotovoltaico, congeniale alle nostre attitudini ed alla nostra posizione geografica.
In realtà -da quello che è dato di capire nel clima attuale di incertezza- gli incentivi al fotovoltaico, che hanno permesso in pochi anni di portare il mercato italiano ai primi posti nel mondo, non spariranno ma saranno rivisti, rimodulati in base ad alcuni criteri non ancora esplicitati né, forse, stabiliti.
E’ in questa fase, quindi, che si fa più viva l’urgenza di intervenire nel dibattito, lanciando la proposta di ragionare assieme su un sistema di incentivi qualificante: un impianto di politiche premiali per sostenere la nascente industria italiana. Un esempio potrebbe essere la politica di incentivi adottata da uno stato canadese, l’Ontario, che trovate in allegato. In Ontario, gli incentivi e le tariffe elettriche non dipendono semplicemente dalla quantità di istallato, come in Italia, ma sono commisurate alla quantità e qualità di lavoro eseguita in loco, ovvero dalle industrie situate in quella regione. Qualificando l’incentivo si può sostenere la filiera industriale Italiana del fotovoltaico, promuovere la ricerca in tale settore e ridurre il costo degli incentivi in termini assoluti. Un incentivo più mirato e strutturato, molto più che la sua quantità, permetterebbe di riequilibrare le condizioni di libero mercato compromesso dalla politica dei paesi asiatici. In alcuni di questi, le aziende spesso godono di aiuti governativi sotto forma di finanziamenti in conto capitale o di premi alle esportazioni. Ovviamente questo diventa un forte vantaggio competitivo che, se non arginato in qualche modo, rende difficile la possibilità di competere e di svilupparsi delle aziende italiane. Del mercato creato nel 2010 dai passati incentivi, l'industria dei componenti celle e moduli fotovoltaici Italiana ha intercettato meno del 10% del valore.
Nonostante questa iniqua situazione di disparità di condizioni, alcune aziende industriali italiane sono riuscite in pochi anni comunque a crescere, raggiungendo livelli di eccellenza sotto il profilo tecnologico e produttivo, creando occupazione e un qualificato ed esteso indotto. Difendere'’esistente e sviluppare i passi di filiera mancanti è possibile, informando al meglio gli organi decisori che, in questi giorni, stanno scrivendo i decreti attuativi del nuovo decreto e l’opinione pubblica . In questo Vi chiedo il Vostro qualificante ed illuminato contributo.
Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrete dedicare a quanto Vi segnalo .
Sarei felice di ricevere Vostri commenti.
ps.
Per chi volesse intervenire sul tema è a disposizione un apposito forum dedicato al futuro dell'industria fotovoltaica italiana