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NANOBIOTECH: SALUTE E AMBIENTE

Nanobiotech: Salute e Ambiente è un progetto di ricerca principalmente incentrato sulle implicazioni dei nanomateriali sul livello di qualità della vita, attraverso uno studio su due fronti differenti: miglioramento degli attuali mezzi diagnostici in ambito medico e valutazione dell’impatto dei nanomateriali sull’ambiente

SALUTE

Il progetto NanoBioTech – Salute prevede lo sviluppo di un sensore innovativo per la diagnosi precoce delle patologie tumorali, facilmente utilizzabile in centri medici oncologici ed ospedalieri.

Il sensore nasce dall’incontro sinergico di nanotecnologie e biotecnologie avanzate al fine di ampliare e migliorare gli strumenti diagnostici e terapeutici. L’uso di anticorpi di origine animale per l’individuazione di molecole target riferibili ad una condizione neoplastica è sostituito dall’impiego di aptameri, oligonucleotidi di sintesi innovativi ad alta specificità. Tale approccio rende possibile la realizzazione di un sensore che non richiede preparative particolari o modificazioni chimiche per la rivelazione dei biomarcatori.

Dal punto di vista operativo, la procedura diagnostica viene eseguita mediante spettroscopia Raman in modalità SERS (surface enhanced Raman spectroscopy), in cui le nanoparticelle metalliche svolgono il ruolo di amplificatori del segnale del campione biologico in esame, permettendo di rivelarne concentrazioni estremamente esigue e di intervenire quindi tempestivamente.

AMBIENTE

Lo sviluppo delle nanotecnologie e il conseguente impiego di nanomateriali in diversi prodotti di consumo porta ad un loro potenziale rilascio nell’ambiente, con effetti che sono ancora ampiamente ignoti. A tal proposito, la nano-ecotossicologia si pone come obiettivo l’analisi e la comprensione degli effetti dei nanomateriali sull’ecosistema, sviluppando delle metodiche di valutazione ad hoc in ragione delle loro proprietà fisico-chimiche uniche.

Il progetto NanoBioTech – Ambiente prevede la messa a punto di strumenti innovativi per la determinazione della potenziale tossicità di nanostrutture, anche in matrici non convenzionali e a basse concentrazioni. Gli effetti correlati vengono studiati mediante organismi modello (batteri, crostacei e pesci), la cui risposta ad esposizioni sempre maggiori porta alla definizione della dose minima e alla quantificazione del danno.

L’attività di ricerca è finalizzata all’ottimizzazione, sia sotto il profilo economico che tecnico, di strumenti e metodologie che possano essere utilizzati anche da operatori non esperti e in campagne di monitoraggio intensivo.