La ricerca nel Lazio. Il Consorzio Hypatia invitato al convegno promosso dalla Regione

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Prima regione per ricerca pubblica in Italia; l’1,9% del Pil regionale investito in ricerca (a fronte di una media nazionale dell’1,2%); 7.800 ricercatori occupati. Con questi numeri, snocciolati dal presidente della Filas, Flaminia Saccà, durante il seminario “Ricerca e Innovazione: programmi europei e iniziative della Regione Lazio”, che si è tenuto presso la sede della Regione Lazio lo scorso lunedì 28 settembre 2009, si potrebbe pensare che il mondo della ricerca laziale è il migliore dei mondi possibili.

In realtà, le cose non stanno proprio così. Sul fronte della cooperazione tra imprese e ricerca, ad esempio, i margini di miglioramento sono ancora grandi. La stessa struttura del tessuto produttivo della provincia di Roma, con il 97,5% delle imprese aventi meno di 10 dipendenti e un fatturato inferiore ai due milioni di euro, non consente alle singole realtà imprenditoriali di poter pianificare progetti di ricerca significativi. Alle PMI sembra inoltre mancare l’attenzione alla ricerca: stando ai risultati della ricerca “Innovazione senza ricerca”, presentata dalla Filas, la metà delle imprese regionali non ritiene necessaria la ricerca scientifica come elemento decisivo per la propria innovazione. Soltanto il 29% circa di imprese investe, quindi, in questa direzione.

Nell’attuale fase critica dell’economia sarebbe invece importante far convergere ricerca e imprese, sfruttando tutti gli strumenti a disposizione, come ha sottolineato, durante una tavola rotonda con i rappresentanti dei poli e dei consorzi di ricerca regionali, il presidente del Consorzio Hypatia, Flavio Lucibello. “L’esperienza positiva del Consorzio Hypatia -ha detto- è quella di aver fatto da ‘camera di compensazione’ per minimizzare gli ostacoli all’aggregazione delle imprese nella presentazione dei progetti ai bandi di ricerca: ragionare in termini di filiera, presentando ogni progetto a nome del Consorzio ha permesso di superare l’elemento ostativo della concorrenza fra soggetti imprenditoriali. In bandi internazionali abbiamo fatto cooperare imprese fino a prima concorrenti”.

Partecipare a bandi di ricerca europei, come quelli del 7° Programma Quadro, non è dunque impossibile: lo dimostrano le 931 PMI cofinanziate al 31/12/2008, come ha ricordato il funzionario della direzione generale Research della UE, Gaetano Petralia, che ha sottolineato come la percentuale di proposte accettate sia dell’ordine del 15-17%. Tuttavia i criteri di ammissione sono rigorosi: partnership internazionali, progetti validi e immediatamente spendibili sul mercato, dotazione finanziaria consistente.

Detto ciò, la diversa accessibilità dei finanziamenti europei rispetto ai bandi regionali è palese. Secondo la testimonianza di Massimiliano Ricci del Parco Scientifico Tecnologico del Lazio Meridionale, negli ultimi due anni i tentativi di partecipazione al cofinanziamento da loro coordinati sono stati tre, di cui nessuno è andato a buon fine, mentre a livello regionale, attraverso il Fondo per lo Sviluppo Economico la Ricerca e l’Innovazione, sono riusciti a far ottenere un cofinanziamento a 45 imprese attraverso 33 progetti.

A livello generale, la Regione Lazio ha fatto sapere che per il Piano Operativo Regionale 2007-2013, dotato di 36 milioni di euro, sono arrivati 350 progetti, per un totale di 531 imprese coinvolte nei settori dell’aerospazio (28), delle bioscienze e le tecnologie dei beni e delle attività culturali (72), la sostenibilità ambientale ed energie rinnovabili (56), il settore ICT (122). Da segnalare che i progetti presentati da associazioni di imprese sono stati ben 152.

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