Quorum raggiunto. Si apre una fase nuova

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I quattro SI espressi plebiscitariamente dal 57% dei cittadini italiani aventi diritto di voto in occasione dei quattro quesiti referendari segneranno l'inizio di una fase nuova per il nostro Paese. In particolare, per quanto riguarda il tema dell'energia, l'abbandono del nucleare comporterà un ripensamento delle strategie energetiche di medio e lungo periodo.

Dire No al nucleare significa infatti -e i mercati finanziari lo hanno subito confermato, attraverso il rialzo dei titoli quotati legati al settore delle energie pulite- riaffermare la centralità delle rinnovabili, il cui necessario sviluppo non può che passare che per decisi investimenti in ricerca e innovazione, e per una incentivazione razionale e mirata di queste tecnologie. In questi settori l'Italia, che parte avvantaggiata rispetto ad altri paesi, non può permettersi di perdere posizioni, come invece sta facendo, perdendo due posizioni nel Solar Index dell'analisi trimestrale di Ernst & Young "Renewable Energy Country Attractiveness Indices". 

Sono in molti in queste ore, considerata l'assoluta importanza di predisporre una strategia energetica nazionale per dettare una pianificazione per i prossimi 30 anni, a chiedere l'indizione di una Conferenza nazionale sull'energia, che chiami a raccolta tutti gli attori in campo a ragionare su efficienza energetica, smart grids, fonti energetiche, indipendenza energetica, lotta ai cambiamenti climatici, rispetto dei programmi europei.

 

 

 

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